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	<title>La religione del mio tempo</title>
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	<description>Libere impressioni su politica, comunicazione e cultura</description>
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		<title>Ferruccio cuor di leone</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Oct 2009 08:16:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Con tutto il rispetto per un grande direttore come Ferruccio De Bortoli, non posso fare a meno di constatare come, nel corso della recente querelle intercorsa tra il direttore del Corsera ed Eugenio Scalfari, il primo abbia denotato la classica coda di paglia. In questi casi le polemiche politiche spesso si mescolano a interessi economici, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=50&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera" src="http://loravesuviana.files.wordpress.com/2009/03/debortoli01g.jpg?w=238&#038;h=173" alt="" width="238" height="173" />Con tutto il rispetto per un grande direttore come Ferruccio De Bortoli, non posso fare a meno di constatare come, nel corso della recente querelle intercorsa tra il direttore del Corsera ed Eugenio Scalfari, il primo abbia denotato la classica coda di paglia.</p>
<p>In questi casi le polemiche politiche spesso si mescolano a interessi economici, rancori personali ed invidie. Urge quindi rimanere sui fatti e leggere bene l&#8217;editoriale da cui tutto è partito: quello di Ferruccio De Bortoli, apparso sul Corriere il 10 ottobre 2009, in cui il direttore del quotidiano meneghino si difende dall&#8217;attacco di Silvio Berlusconi dell&#8217;11 ottobre: <em>Il ‘Corriere della Sera’ da foglio conservatore della buona borghesia italiana è diventato un foglio di sinistra”.</em></p>
<p>Ci si potrebbe aspettare un direttore indignato da tanta superficilità, da tanta arroganza, da tanta palese demagogia. Ci si potrbbe aspettare una dichiarazione tanto cara al presidente del consiglio: &#8220;quello che dice è il contrario della realtà&#8221;.</p>
<p>Quello che invece accade è che De Bortoli cerca in tutti i modi di giustificare il suo operato, come uno scolaretto a cui si rimprovera di non aver fatto bene i compiti, in un patetico tentativo di riportare la conversazione dal piano di un&#8217;assurda polemica demagogica a quello razionale. De Bortoli cerca in tutti i modi, fino all&#8217;eccesso, di ignorare i reiterati comportamenti del premier e lo tratta come se avesse espresso una critica legittima, come se davvero si potesse pensare che il Corriere sia diventato un foglio di sinistra. Ma non è tutto, il maggior livore è espresso verso i quotidiani che attaccano il premier, quelli sì cattivi, quelli sì meritevoli delle sue ire , perchè lo attaccano per motivi politici. Invece il Corriere non fa politica, non ha opinioni, è l&#8217;oggettività su carta.</p>
<p>Di fronte a questo puerile tentativo di confondere le acque mascherando una ritirata su tutti i fronti con un atto di dignità, non si può non prendere una parte netta: caro Ferruccio hai sbagliato e sono sicuro che lo sai, ma d&#8217;altronde ti capisco: &#8220;o così o così!&#8221;, lo stipendio non lo regala nessuno&#8230; chiedere al disoccupato Mentana per conferme.</p>
<p>Affinchè ognuno possa farsi un&#8217;opinione ecco l&#8217;originale editoriale di De Bortoli. Non basta naturalmente leggerlo così com&#8217;è, leggete bene fra le righe.</p>
<p><span style="text-decoration:underline;"><strong><em>Le critiche al Corriere. Una risposta</em></strong></span></p>
<p><em><strong>Non sappiamo che cos’abbia spinto il premier </strong>a criticare ieri il Corriere . Non gli piaceva il fondo di Ernesto Galli della Loggia che pur stigmatizzando (e ci mancherebbe&#8230;) le espressioni da lui usate contro il presidente della Repubblica, riconosceva una serie di meriti all’azione del governo? Non credo. Non gli andava il corsivo di Pierluigi Battista che smentiva la vulgata di sinistra dell’esistenza di un regime con la sua impronta? Impensabile.</em></p>
<p><em><strong>Forse abbiamo un unico grande torto</strong>. Siamo un giornale che ragiona con la propria testa, lungo il solco liberale della sua tradizione. Un quotidiano che si ostina a coltivare la propria indipendenza. Abbiamo rispetto del ruolo politico e sociale del Cavaliere, e più volte su queste colonne lo abbiamo sottolineato. Ma ne critichiamo gli eccessi. Nello stesso tempo difendiamo i valori costituzionali e gli insostituibili ruoli di garanzia di alcune sue istituzioni. Ci sforziamo di trovare, nel dibattito quotidiano, più le ragioni per unire questo Paese, anziché dividerlo, più i motivi per sostenerlo anziché colpirlo.</em></p>
<p><em><strong>Il <em>Corriere </em>non veste alcuna divisa e non indossa nessun elmetto. </strong>Si è ben guardato, in questi mesi, dall’assecondare la campagna scatenata contro il premier, con vasta eco all’estero, dai suoi nemici, politici ed editoriali, e da tutti quelli che hanno ridotto l’opposizione allo sguardo insistito nella sua vita privata. Dimenticando tutto il resto. Come se non esistesse più un governo che va giudicato dagli atti concreti, quelli che servono al Paese in una delle crisi sociali ed economiche più acute. Tutti quelli che lavorano onestamente, dalla mattina alla sera, cittadini, lavoratori, professionisti e imprenditori, non possono che soffrire e nutrire un profondo senso di ingiustizia nel vedere l’immagine internazionale del nostro Paese messa così ingiustamente alla berlina.</em></p>
<p><em><strong>Certo le notizie non le abbiamo mai nascoste. Mai. </strong>Ma neanche strumentalizzate e piegate alle esigenze di parte, come accade in quasi tutto il panorama editoriale. I fatti ormai non sono più separati dalle opinioni, sono al servizio delle opinioni. Le inchieste di Bari sono state rivelate dal Corriere . Abbiamo informato, correttamente, senza mistificare la realtà com’è prassi quotidiana sulla stampa e sul video. Ma non abbiamo mai partecipato alla guerra civile mediatica che si è scatenata subito dopo. Per rispetto dei lettori, innanzitutto, che non vanno assoldati e iscritti d’ufficio a un partito o all’altro.</em></p>
<div id="rectangle right"><!-- OAS AD 'Rectangle'begin --> // &lt;![CDATA[//  <!-- OAS AD 'Rectangle' end --></div>
<p><em><strong>Il <em>Corriere </em>ha ospitato tutte le opinioni, </strong>nel solco della sua migliore tradizione. Ha elogiato il governo quando se lo meritava. Non poche volte. Lo ha criticato quando a nostro giudizio sbagliava. E’ successo, e in forma anche più dura, con i governi di centrosinistra. Ha praticato e difeso una libertà di stampa responsabile. Le querele ai giornali sono legittime, per carità, ma costituiscono spesso un errore, a mio personale giudizio, se vengono da chi ha alti incarichi istituzionali e di governo. Chi scrive ne ha collezionate, tra querele e cause civili, ben 180. E nei giorni scorsi ha perso in appello contro gli avvocati del premier Ghedini e Pecorella. Dunque, avevano ragione loro a sentirsi diffamati da un mio scritto del 2002. La sentenza è chiara e la accetto, senza pormi il problema se il giudice fosse di destra o di sinistra e senza cambiare idea rispetto a quello che ho scritto. Sbaglierò, ma non ho mai pensato minimamente che per difendere la mia libertà d’espressione fosse necessario scendere in piazza.<br />
Il <em>Corriere </em>è un giornale liberale e moderato, una delle istituzioni di garanzia di questo Paese. Non vuole partecipare allo scontro fra due fazioni, in un’Italia ridotta a una desolante arena nella quale si sta perdendo, insieme allo stile e al decoro, anche un po’ il lume della ragione. Vuole occuparsi dei problemi reali del Paese, informando correttamente i cittadini, rappresentando al meglio «quell’Italia che ce la fa», che lavora, produce, esporta, studia. Un grande Paese che non merita giudizi sommari. Senza muoverci di un millimetro da quello che consideriamo un nostro dovere verso i lettori</em></p>
<p><!-- google_ad_section_end --><em> (f.de b.)</em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enomis.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enomis.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enomis.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enomis.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enomis.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enomis.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enomis.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enomis.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enomis.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enomis.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enomis.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enomis.wordpress.com/50/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enomis.wordpress.com/50/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enomis.wordpress.com/50/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=50&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /><div class="sharedaddy sd-like-enabled"></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Ferruccio De Bortoli, direttore del Corriere della Sera</media:title>
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		<title>Videocracy già oscurato</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 08:02:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[videocracy censura gandini berlusconi cinema venezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto odio aver ragione. Nemmeno il tempo di uscir nelle sale e il documentario Videocracy è già stato strangolato nella culla: Raiset (Rai e Mediaset) si è riufiutata di trsmettere il trailer negli appositi spazi. Probabilmente in pochi si accorgeranno della sua presenza alla mostra del cinema di Venezia. Ecco quel che scrive Il Manifesto: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=48&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanto odio aver ragione. Nemmeno il tempo di uscir nelle sale e il documentario Videocracy è già stato strangolato nella culla: Raiset (Rai e Mediaset) si è riufiutata di trsmettere il trailer negli appositi spazi. Probabilmente in pochi si accorgeranno della sua presenza alla mostra del cinema di Venezia. Ecco quel che scrive Il Manifesto:</p>
<p>Lo spot oscurato chiude il cerchio</p>
<p>Con il velino del Tg1 e le veline degli show che raccontano il paese che non c’è, ora anche lo spot si deve adeguare: la censura oscura il trailer di un documentario, Videocracy, in mostra nella vetrina cinematografica di Venezia. Non può andare in onda, rifiutato da Rai e Mediaset perché appare come critica al presidente del consiglio. Informazione, intrattenimento, pubblicità. E il cerchio si chiude.<br />
Censurate le parole del presidente della Camera sul testamento biologico (molto critiche verso gli oltransisti della maggioranza), ieri sera il Tg1 ha inondato l’edizione della sera con le repliche dei parlamentari di centrodestra, di attacco alle posizioni di Fini,in sintonia con le pressioni del Vaticano. E’ la regola: il regime mediatico oscura la notizia che disturba mentre enfatizza la reazione che la contesta. Il telespettatore deve capire, in questo caso, che la chiesa e il governo parlano con una sola voce, difendendo i deboli e la vita nello scambio che avvicina le due sponde del Tevere. Come Dio comanda. Nel momento di maggiore difficoltà del sorriso berlusconiano sprofondato nella patologia psicologica, l’armata mediatica interviene a cancellare le crepe, uniformando l’immagine, sbianchettando le ombre che si allungano sull’ideologia delle leggi medioevali e sulla strategia di uscita dalla crisi economica e sociale.<br />
Le notizie con il burka e le donne nude sono state e devono continuare a essere un tandem vincente, a condizione che l’accoppiata sia offerta al telespettatore secondo schemi, tempi, estetiche proprie del trentennio berlusconiano. Ma se stringi l’inquadratura, come nel trailer di Videocracy, quelle donne e quelle notizie non sono più gli stessi, perdono l’allegria e la trivialità del machismo, si spogliano del messaggio rassicurante, si trasformano in spaventosi mostriciattoli che spaventano le famiglie, non obbediscono più al populismo di Miss Italia e del Grande Fratello, appaiono per quello che sono, idoli pagani, disvalori di un sistema politico.<br />
La nota Rai che giustifica la censura dello spot cinematografico sembra scritta da un autore grottesco, parla di «par condicio degli spot», inventa la regola di un «pluralismo» informativo nella pubblicità, si arrampica sugli specchi di «messaggi pubblicitari che non doveno offendere le convinzioni morali, civili e politiche dei cittadini e la dignità della persona umana», come se la valanga di spot di cui la televisione si nutre rispettasse le regole di una deontologia del consumo informato. Come se i programmi televisivi fossero la bandiera della nostra democrazia. La finzione è totale, scavalca l’immaginazione e prendersela con la lottizzazione di Raitre, corre il rischio di svelare solo le ultime, cattive intenzioni.</p>
<p>Norma Rangeri  www.ilmanifesto.it<img alt="" src="http://scheggedivetro.blogosfere.it/images/Berlusconi%20mitra.bmp" class="alignleft" width="470" height="444" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enomis.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enomis.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enomis.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enomis.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enomis.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enomis.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enomis.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enomis.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enomis.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enomis.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enomis.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enomis.wordpress.com/48/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enomis.wordpress.com/48/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enomis.wordpress.com/48/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=48&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /><div class="sharedaddy sd-like-enabled"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Videocracy</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Aug 2009 12:43:08 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Videocracy gandini berlusconi mediaset venezia cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Videocracy è un documentario svedese sull&#8217;Italia catodica, la nuova berlusconia. Il regista è Erik Gandini, di origini bolognesi ma svedese di adozione. In un intervista apparsa su &#8220;Il Venerdi&#8221; di Repubblica, Gandini spiega le motivazioni che lo hanno condotto a realizzare un simile progetto: &#60;nel mondo c&#8217;è grande interesse per le vicende del nostro Paese. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=39&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://enomis.wordpress.com/2009/08/12/videocracy/"><img src="http://img.youtube.com/vi/-9AXQGGkgK8/2.jpg" alt="" /></a></span>
<p>Videocracy è un documentario svedese sull&#8217;Italia catodica, la nuova berlusconia.<br />
Il regista è Erik Gandini, di origini bolognesi ma svedese di adozione.<br />
In un intervista apparsa su &#8220;Il Venerdi&#8221; di Repubblica, Gandini spiega le motivazioni che lo hanno condotto a realizzare un simile progetto: &lt;nel mondo c&#8217;è grande interesse per le vicende del nostro Paese. Berlusconi è seguito, si ride molto delle sue gaffe e delle sue battute. Io volevo far capire che, nella geografia di un paese ridisegnata a forza di colpi di scena politico-televisivi, c&#8217;è poco da ridere. Non è più una situazione comica, ma un nuovo sistema di potere esportabile nel mondo&gt;. (Aggiungo io che questo sistema di potere è già presente nel resto dell&#8217;occidente, solo che è espressione di oligarchie tra loro contrastanti, non di un unico dittatore del potere mediatico).<br />
Gandini si dice stupito di aver lasciato l&#8217;Italia, oltre 20 anni fa, con i primi vagiti di una televisione pacchiana ritrovata oggi &lt;come modello culturale dominante&gt;. Ecco, solo il fatto che la televisione sia percepita (a ragione) come modello culturale dominante di questa nostra Italia, è di per sè desolante.<br />
Videocracy sarà presenta alla mostra del cinema di Venezia a settembre e subito dopo uscirà nelle sale. Per sapere in quante e quali sale chiedere delucidazioni a Medusa Film (che naturalmente non lo distribuirà, ma farà il possibile per &#8220;sconsigliarne&#8221; la proiezione ai gestori di sala, come già successo in passato per altri film).</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enomis.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enomis.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enomis.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enomis.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enomis.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enomis.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enomis.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enomis.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enomis.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enomis.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enomis.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enomis.wordpress.com/39/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enomis.wordpress.com/39/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enomis.wordpress.com/39/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=39&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /><div class="sharedaddy sd-like-enabled"></div>]]></content:encoded>
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		<title>I paperoni della borsa</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Aug 2009 17:20:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[paperoni della borsa classifica]]></category>

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		<description><![CDATA[Mi sorprende leggere che, fra i 10 azionisti più ricchi di Piazza Affari, gli unici a non perdere in questo anno disastroso siano: Silvio Berlusconi (+ 0,9%), Ennio Doris (+47,1%) e Gheddafi (+ 23%). I tre dell&#8217;ave Maria. Gli altri, pur mantenendo o migliorando in alcuni casi la propria posizione in classifica, perdono dal 10 [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=37&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sorprende leggere che, fra i 10 azionisti più ricchi di Piazza Affari, gli unici a non perdere in questo anno disastroso siano: Silvio Berlusconi (+ 0,9%), Ennio Doris (+47,1%) e Gheddafi (+ 23%). I tre dell&#8217;ave Maria. Gli altri, pur mantenendo o migliorando in alcuni casi la propria posizione in classifica, perdono dal 10 al 40% a seconda dei casi. Morale: bisogna sempre scegliersi le buone compagnie.<br />
Ma per quanto tempo ancora la gente accetterà di credere a Babbo Natale?<img class="alignleft" src="http://www.spendipoco.com/wp-content/uploads/2008/10/crollo-borse.jpg" alt="" width="256" height="175" /></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enomis.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enomis.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enomis.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enomis.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enomis.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enomis.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enomis.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enomis.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enomis.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enomis.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enomis.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enomis.wordpress.com/37/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enomis.wordpress.com/37/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enomis.wordpress.com/37/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=37&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /><div class="sharedaddy sd-like-enabled"></div>]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Il difficile equilibrio della coerenza</title>
		<link>http://enomis.wordpress.com/2009/07/25/il-difficile-equilibrio-della-coerenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 25 Jul 2009 08:57:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[&#60;&#60;C’erano una volta due poveri poeti. Avevano già fatto la fame al tempo delle vacche grasse, ma ora, al tempo delle vacche magre, che un tiranno selvaggio rapinava spietatamente città e campagna per la sua corte e reprimeva crudelmente ogni resistenza, essi erano sul punto di crepare davvero. Ma poi il tiranno apprese qualcosa del [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=32&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.sdreng.it/wp-content/uploads/2007/10/sostenibilita.jpg" alt="" width="240" height="302" />&lt;&lt;C’erano una volta due poveri poeti. Avevano già fatto la fame al tempo delle vacche grasse, ma ora, al tempo delle vacche magre, che un tiranno selvaggio rapinava spietatamente città e campagna per la sua corte e reprimeva crudelmente ogni resistenza, essi erano sul punto di crepare davvero. Ma poi il tiranno apprese qualcosa del loro talento, li invitò alla sua tavola e promise a entrambi – rallegrato dalla loro intelligente conversazione – una cospicua pensione. Sulla via del ritorno uno di essi pensò all’ingiustizia del tiranno e ripeté le note lamentele del popolo. “sei incoerente – rispose l’altro – se pensi a questo modo avresti dovuto continuare a far la fame. Chi si sente tutt’uno con i poveri, deve anche vivere come loro”. Il suo compagno si fece pensoso, approvò il suo ragionamento e rifiutò la pensione del re. Alla fine morì. Alcune settimane dopo l’altro fu nominato poeta di corte. Entrambi avevano tirato le loro conseguenze, ed entrambe andavano a vantaggio del tiranno. L’universale precetto morale della coerenza sembra avere una caratteristica peculiare: essere più favorevole ai tiranni che ai poeti poveri&gt;&gt;.</p>
<p>Questa storiella, raccontata da Max Horkheimer in &#8220;Crepuscolo&#8221; (1932), è a mio parere ancora attualissima.</p>
<p>La principale obiezione che viene rivolta a chi si lamenta del mondo in cui viviamo è proprio relativa alla coerenza. Contesti le banche? nessuno ti costringe a tenerci i soldi. Contesti l&#8217;informazione? Nessuno ti costringe a gurdare la tv o leggere giornali. Detesti il traffico? Non devi usare la macchina. Il risultato è sempre lo stesso: per praticare con coerenza le proprie idee ci si deve marginalizzare. Una volta marginalizzati non si è più di nessun pericolo per il potere costituito che, a differenza dei regimi totalitari, non ha bisogno dell&#8217;approvazione generale. Ad esso basta la maggioranza con la quale può controllare la totalità, anzi, paradossalmente la minoranza controllata serve proprio a legittimare tale potere nell&#8217;illusione di un pluralismo che non c&#8217;è. Un pluralismo a senso unico dove il dissenziente ha diritto di parola e di libera espressione finchè non tenta di realizzare le proprie chiacchere, solo allora diventa &#8220;eversivo&#8221;.</p>
<p><span style="font-family:Arial;color:#000080;"><span style="color:#000000;"><em> </em></span></span></p>
<p>E&#8217; interessante rifelttere su questo tema, quando la coerenza è indicatore di conformismo e quando invece è una qualità utile all&#8217;uomo per non sconfinare nell&#8217;opportunismo, nell&#8217;ipocrisia. E&#8217; legittimo quello che io chiamo un &#8220;diritto all&#8217;ipocrisia&#8221; dell&#8217;uomo che contesta l&#8217;esistente, ma non vuole esserne marginalizzato? Quanto lontano si può spingere questo diritto?</p>
<p style="text-align:left;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enomis.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enomis.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enomis.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enomis.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enomis.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enomis.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enomis.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enomis.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enomis.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enomis.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enomis.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enomis.wordpress.com/32/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enomis.wordpress.com/32/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enomis.wordpress.com/32/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=32&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /><div class="sharedaddy sd-like-enabled"></div>]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>G8: un unico pensiero</title>
		<link>http://enomis.wordpress.com/2009/07/11/g8-un-unico-pensiero/</link>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 13:08:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;8 al 10 luglio 2009 si è svolto all&#8217;Aquila il G8. &#60;&#60;E&#8217; stato un successo, complimenti per l&#8217;organizzazione da tutti i grandi della terra. Grande rivincita del presidente del consiglio&#62;&#62;. Queste sono le dichiarazioni a reti unificate. Bene, archiviato così: gli italiani soddisfatti della bella figura, manco si fosse trattato dell&#8217;organizzazione di una tre giorni [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=27&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-28" title="disinformazione" src="http://enomis.files.wordpress.com/2009/07/disinformazione.jpg?w=240&#038;h=300" alt="disinformazione" width="240" height="300" /></p>
<p>Dall&#8217;8 al 10 luglio 2009 si è svolto all&#8217;Aquila il G8. &lt;&lt;E&#8217; stato un successo, complimenti per l&#8217;organizzazione da tutti i grandi della terra. Grande rivincita del presidente del consiglio&gt;&gt;. Queste sono le dichiarazioni a reti unificate.</p>
<p>Bene, archiviato così: gli italiani soddisfatti della bella figura, manco si fosse trattato dell&#8217;organizzazione di una tre giorni per turisti sul litorale romagnolo; i giornalisti, che hanno vissuto nel loro bel parco giochi ricco di gadget e gentili omaggi per una settimana, tornano in redazione con mille aneddoti da raccontare; i contestatori a casa con la coda tra le gambe (se avessero commesso violenze sarebbero dei delinquenti, non si scappa) e gli aquilani o sono felici o indifferenti (il che fa lo stesso perchè vuol dire che non sono stati disturbati).</p>
<p>Ma i più felici sono i cosiddetti &#8220;grandi&#8221; che, nella sostanza, nessuna decisione hanno preso. Le promesse di aiuto ai paesi poveri sono state già disattese decine di volte, quindi sembrano per lo più un pro-forma. Sull&#8217;ambiente ancora solo parole (tra l&#8217;altro non era presente il leader cinese). Nessuna regola seria per limitare il capitalismo selvaggio che ha devastato il mondo.</p>
<p>Veniamo ora alle notizie che più hanno occupato la categoria giornalistica: Michelle Obama &lt;&lt;quanti bambini sono morti nel terremoto?&gt;&gt; (avrebbe potuto leggerlo sui giornali se veramente gli fosse interessato). Quando arriva quella snob della Carla Bruni? E George Clooney? Come è simpatico Obama, sembra proprio una persona normale, non il semidio che i media ci hanno venduto. La Russia ricostruisce un palazzo, gli Stati Uniti d&#8217;America la chiesetta che gli sta di fronte, la Germania ha adottato il paesino di Onna. Ma noi italiani? Noi approfittiamo della situazione per speculazioni edilizie che i comitati e le istituzioni locali denunciano da mesi. Denunce raccolte dai media che le espongono nei trafiletti, senza indagare, senza spiegare, come lamenti indistinti che emergono dal fondo di un pozzo.</p>
<p>I giornalisti internazionali, incredibilmente, non pongono domande a Silvio Berlusconi, sarebbe stato devastante per la sua immagine. E&#8217; ragionevole immaginare pressioni dei vari governi nei confronti delle rispettive testate nazionali per evitare imbarazzi diplomatici, non c&#8217;è altra spiegazione.</p>
<p>In televisione c&#8217;è addirittura il vuoto assoluto. Su tutte le reti, nessuna esclusa, i commentatori (direttori di giornali, politologi ecc.) fanno a gara per accaparrarsi meriti agli occhi di direttori e dei potenti di turno. Non spiegano nulla, non entrano nel merito di nessuna questione, si limitano a ripetere frasi fatte, condite con espressioni di presunta arguzia o erudizione. Si potrebbe spendere ore davanti ai teleschermi senza capire nulla, senza conoscere nulla di quello che succede realmente. E&#8217; un insulto all&#8217;intelligenza.</p>
<p>C&#8217;è poi la manifestazione no global. Tutti in attesa di stigmatizzare qualche bendato che lancia sassi verso i pacifici poliziotti, ma non compare nessuno. Non c&#8217;è notizia, allora il corteo diventa un fallimento, quattro perditempo che si fanno una scampagnata. Ma noi siamo un paese libero e pluralista: ecco, nella migliore delle ipotesi, le opinioni di qualche manifestante liquidate in 60 secondi e incasellate nel gran manifesto pseudo liberale dove  gli viene fatta indossare la maschera dei ragazzini recalcitranti, di quelli mai felici, di quelli che distruggono senza costruire.  Vengono contrapposti ai pacati personaggi in giacca e cravatta, che non devono urlare perchè quando parlano loro tutti tacciono riverenti, personaggi quasi magici che possono permettersi qualsiasi dichiarazione, sicuri che nei giorni successivi verrà su di essa sviluppato un finto dibattito sostenuto dei presunti intellettuali, in realtà cortigiani che si nutrono degli avanzi che il potere getta sotto la sua tavola imbandita.</p>
<p>Perchè tutte queste persone ledono la loro dignità di esseri umani liberamente pensanti? Forse ce lo spiega il filmato qui sotto.</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://enomis.wordpress.com/2009/07/11/g8-un-unico-pensiero/"><img src="http://img.youtube.com/vi/0Zd7AdSbiKU/2.jpg" alt="" /></a></span>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enomis.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enomis.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enomis.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enomis.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enomis.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enomis.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enomis.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enomis.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enomis.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enomis.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enomis.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enomis.wordpress.com/27/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enomis.wordpress.com/27/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enomis.wordpress.com/27/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=27&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /><div class="sharedaddy sd-like-enabled"></div>]]></content:encoded>
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		<title>Berlusconi e i &#8220;poteri forti&#8221;</title>
		<link>http://enomis.wordpress.com/2009/06/25/berlusconi-e-i-poteri-forti/</link>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2009 16:28:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Da sempre in Italia e nel mondo si parla genericamente di poteri forti, senza mai nominarli esplicitamente. I poteri forti classici potrebbero essere sinteticamente individuati con il potere economico, quello militare e quello religioso. In Italia possiamo riferirci a confindustria per il potere economico, i servizi segreti militari (ex sismi) per quello militare-coercitivo e il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=19&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da sempre in Italia e nel mondo si parla genericamente di poteri forti, senza mai nominarli esplicitamente. I poteri forti classici potrebbero essere sinteticamente individuati con il potere economico, quello militare e quello religioso. In <img class="alignleft size-full wp-image-24" title="misterx" src="http://enomis.files.wordpress.com/2009/06/misterx1.jpg?w=171&#038;h=171" alt="misterx" width="171" height="171" />Italia possiamo riferirci a confindustria per il potere economico, i servizi segreti militari (ex sismi) per quello militare-coercitivo e il Vaticano per ciò che riguconcerne la religione.</p>
<p>In un articolo del Financial Times, riferito da Repubblica, si citano fonti non definite interne al governo che lascerebbero intendere di voler scaricare Berlusconi dopo i recenti scandali. Sembra che il potente presidente del consiglio sia in procinto di essere scaricato dai gruppi di potere che fin qui lo hanno sostenuto. Sicuramente il Vaticano fatica a contenere per ragioni di opportunità il malcontento della sua base, fino ad ora propensa a credere alla figura di padre di famiglia responsabile, propagandata da Berlusconi parallelamente ad altre &#8220;immagini&#8221; ad uso e consumo di diversi segmenti del tessuto sociale. Sicuramente il dissenso del Vaticano (qualora emergesse) non sarebbe sufficiente a destituire il leader del Pdl. La Chiesa sposta ingenti masse di votanti, ma quello che fa riflettere è come siano potute emergere certe storie torbide, verso le quali Berlusconi non riteneva di dover prendere precauzioni. E&#8217; come se di colpo qualcuno avesse tolto il velo dietro al quale la lussuriosa vita privata del Cavaliere si era sempre svolta indisturbata. Le questioni sono tre: chi aveva messo quel velo? Chi lo ha tolto? Si tratta della stessa mano?</p>
<p>Forse Berlusconi ha esagerato. Si sentiva troppo sicuro e ad ogni legislatura aumentava il suo potere politico, mediatico ed economico. La sua anomala posizione di forza può aver indispettito qualche sostenitore che, prima di essere inghiottito dalla balena che egli stesso stava nutrendo ha pensato bene di cucirle la bocca, anche solo come avvertimento.</p>
<p>Ma chi potrebbe essere dunque il sospettato? Viste le gioiose e incondizionate accoglienze destinate al premier dai congressi di confindustria e affini, mi viene da pensare ai servizi segreti. Ma non solo. Interessante è il ruolo  ricoperto da una branca del potere attinente tanto all&#8217;economia quanto ai servizi segreti: la criminalità organizzata.</p>
<p>A questo proposito mi viene da pensare al tormentato rapporto Mussolini-Mafia siciliana. Il duce, sostenuto massicciamente da sistema economico, militare e religioso, non ebbe bisogno di scendere a compromessi con la cupola. E&#8217; dimostrato che le mafie di tutto il mondo prosperano laddove vigono sistemi liberali, democratici o pseudodemocratici, in cui poter liberamente agire come liberi imprenditori con, diciamo così, una marcia in più data dall&#8217;apparato di intimidazione. E&#8217; altrettanto accertata l&#8217;ostilità della criminalità a qualunque sistema dispotico in cui il potere decisionale è accentrato. Per chiarire, le mafie del meridione d&#8217;Italia hanno radici profonde in un sistema istituzionale politicamente debole, come quello feaudale borbonico, che per mancanza di forza appunto, lasciava la gestione dei territori esterni alle città  alle famiglie vassalle.</p>
<p>Tutto questo discorso vuole arrivare a quello che è un mio convincimento. Troppo potere concentrato nelle mani di una sola persona non da fastidio alla chiesa e nemmeno al sistema economico (che anzi, invoca maggior decisionismo, riforme impopolari ecc.), ai servizi segreti nemmeno dato che tutti i servizi militari si basano su solide gerarchie. Le mafie, in quanto potere non legale, sono le maggiori nemiche del concentramento legale di potere.</p>
<p><img class="alignright size-full wp-image-22" title="Berlusconi malore montecatini[3]" src="http://enomis.files.wordpress.com/2009/06/berlusconi-malore-montecatini31.jpg?w=271&#038;h=299" alt="Berlusconi malore montecatini[3]" width="271" height="299" /></p>
<p>La conclusione, semplicista quanto volete, è dunque che, dietro allo svelamento di cui sopra, ci siano ambienti legati alle criminalità organizzate (ambienti dei servizi segreti, politici ed economici ). Mi sembra ingenuo pensare che dalla sera alla mattina un giornale (Repubblica) riesca a smontare l&#8217;immagine costruita e custodita con apparente sicumera da un presidente del consiglio che direttamente o indirettamente (manovrando le dorate leve della pubblicità) controlla la quasi totalità del sistema mediatico italiano.</p>
<p>Repubblica ha compiuto un ottimo lavoro, ma qualcuno glie lo ha permesso.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/enomis.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/enomis.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/enomis.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/enomis.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/enomis.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/enomis.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/enomis.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/enomis.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/enomis.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/enomis.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/enomis.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/enomis.wordpress.com/19/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/enomis.wordpress.com/19/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/enomis.wordpress.com/19/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=19&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" /><div class="sharedaddy sd-like-enabled"></div>]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Berlusconi malore montecatini[3]</media:title>
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		<title>Apocalittici o integrati?</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Jun 2009 10:02:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[apocalittici integrati comunicazione teorie]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel 1964 Umberto Eco pubblica un saggio intitolato &#8220;Apocalittici e integrati&#8221;  avente per argomento il proliferare dell&#8217;industria culturale e dei mezzi di comunicazione di massa. Il lingusta piemontese divide in due categorie i teorici: gli integrati, ossi i portatori di una visione ottimista, e gli apocalittici, invece spaventati dallo sviluppo culturale della società post moderna. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=12&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-16" title="comunicazione" src="http://enomis.files.wordpress.com/2009/06/comunicazione.jpg?w=222&#038;h=157" alt="comunicazione" width="222" height="157" /></p>
<p>Nel 1964 Umberto Eco pubblica un saggio intitolato &#8220;Apocalittici e integrati&#8221;  avente per argomento il proliferare dell&#8217;industria culturale e dei mezzi di comunicazione di massa. Il lingusta piemontese divide in due categorie i teorici: gli integrati, ossi i portatori di una visione ottimista, e gli apocalittici, invece spaventati dallo sviluppo culturale della società post moderna.</p>
<p>Jérome Bourdon nel &#8217;97 costriusce un più articolato &#8220;cerchio delle teorie sui media&#8221; [<em>Introduzione ai media p. 19</em>], in cui rende conto di un complesso ventaglio di opinioni che vede uniti, con sfumature opposte, elitisti conservatori e marxisti nella parte critica; deterministi e liberali in quella ottimista. Marxisti e liberali si confrontano nel &#8220;polo scientifico&#8221;: i primi evidenziano gli effetti di dominazione sociale prodotti dai mass media, i secondi ritengono che gli stessi abbiano solo effetti limitati e valorizzano anzi il ruolo attivo del pubblico (in quanto liberali hanno una visione positiva dell&#8217;individuo).  Nel polo denominato &#8220;profetico&#8221; si confrontano invece deterministi e conservatori elitisti: i primi teorizzano lo sviluppo della cultura di massa come necessità primaria per lo sviluppo di una democrazia compiuta, i secondi prevedono un devastante declino culturale causato dai mass media.</p>
<p>Enrambi gli studiosi apportano ragioni valide a supporto di tutte le posizioni. Il punto nodale sta però nella verifica empirica delle stesse.</p>
<p>Ormai concluso il primo decennio del XXI secolo possiamo notare come tutti i potentati economici, occidentali e non, si appoggino su partecipazioni azionarie o su amicizie con i principali tycoon dell&#8217;informazione. Dalle ormai celeberrime markette della Fox Tv alla guerra di Bush Junior in Iraq, agli importanti endorsment dei media pro Obama  in occasione delle ultime elezioni amricane. Non dimentichiamo l&#8217;importanza che lo stesso Berlusconi diede ai giornali locali (di diverse zone del Lazio) del discusso editore Ciarrapico, in occasione delle elezione del 2008, scontrandosi con gli importanti alleati di An: «Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e si deve vincere. L&#8217;editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino ad esserlo visto che tutti i grandi giornali stanno dall&#8217;altra parte»[<em>fonte Corriere della Sera 11 marzo 2008</em>].</p>
<p>I fatti dimostrano l&#8217;importanza manipolatrice dei media. L&#8217;importanza che è loro data da chi detiene il potere è la certificazione definitiva del loro potere di convincimento o, addirittura,</p>
<div id="attachment_13" class="wp-caption alignleft" style="width: 285px"><img class="size-full wp-image-13" title="masse addomesticate" src="http://enomis.files.wordpress.com/2009/06/nazismo.jpg?w=275&#038;h=194" alt="Addomesticare l'individuo: massa di atomi" width="275" height="194" /><p class="wp-caption-text">Addomesticare l&#39;individuo: massa di atomi</p></div>
<p>di creazione di mondi virtuali di realtà che condizionano pesantemente i comportamenti dell&#8217;individuo. D&#8217;altronde i mass media ci raccontano un mondo che ognuno di noi vive in maniera limitata e parziale: dare notizia di uno stupro al giorno nei parchi romani provoca agitazione e allarme anche in chi vive in zone lontanissime, con problemi diversi, e che magari a Roma non ci è mai stato. Eppure il faro puntato sugli stupri (che guarda caso si concentrano sempre in periodi ben definiti, come se nel resto dell&#8217;anno scomparissero) muove l&#8217;emotività degli individui e crea consenso verso provvedimenti altrimenti impensabili.  Chi controlla i media detta l&#8217;agenda ed è per questo più abile nel intermpretare i bisogni del cosiddetto &#8220;uomo della strada&#8221;. E&#8217; un pò come se due piloti di Formula Uno si confrontassero con auto alla pari su un circuito conosciuto solo da uno dei due e percosrso dall&#8217;altro per la prima volta.</p>
<p>Così come la storia ha dimostrato l&#8217;inattuabilità del processo rivoluzionario marxista, così essa ha mostrato la fragilità dell&#8217;individuo di fronte al più o meno sottile potere di  coercizione psicologica dei mass media e della cultura di massa più in generale. Il pensiero liberale, e con esso l&#8217;illuminsmo, ha fallito nella sua santificazione dell&#8217;individuo, nel suo considerare un ipotetico uomo consapevole e informato come nucleo centrale di un sistema di libertà fondato su una falsa libera determinazione, che è unicamente libertà di consumo di prefabbricati materiali e immateriali.</p>
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		<title>A me</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Jun 2009 13:25:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>enomis13</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo mondo colpevole, che solo compra e disprezza, il più colpevole sono io, inaridito dall&#8217;amarezza. Pier Paolo Pasolini (1958)<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=enomis.wordpress.com&amp;blog=8228018&amp;post=3&amp;subd=enomis&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In questo mondo colpevole, che solo compra e disprezza, </em></p>
<p><em>il più colpevole sono io, inaridito dall&#8217;amarezza.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p>Pier Paolo Pasolini (1958)</p>
<span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://enomis.wordpress.com/2009/06/18/a-me/"><img src="http://img.youtube.com/vi/2b_Jr3z3LUI/2.jpg" alt="" /></a></span>
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