Videocracy è un documentario svedese sull’Italia catodica, la nuova berlusconia.
Il regista è Erik Gandini, di origini bolognesi ma svedese di adozione.
In un intervista apparsa su “Il Venerdi” di Repubblica, Gandini spiega le motivazioni che lo hanno condotto a realizzare un simile progetto: <nel mondo c’è grande interesse per le vicende del nostro Paese. Berlusconi è seguito, si ride molto delle sue gaffe e delle sue battute. Io volevo far capire che, nella geografia di un paese ridisegnata a forza di colpi di scena politico-televisivi, c’è poco da ridere. Non è più una situazione comica, ma un nuovo sistema di potere esportabile nel mondo>. (Aggiungo io che questo sistema di potere è già presente nel resto dell’occidente, solo che è espressione di oligarchie tra loro contrastanti, non di un unico dittatore del potere mediatico).
Gandini si dice stupito di aver lasciato l’Italia, oltre 20 anni fa, con i primi vagiti di una televisione pacchiana ritrovata oggi <come modello culturale dominante>. Ecco, solo il fatto che la televisione sia percepita (a ragione) come modello culturale dominante di questa nostra Italia, è di per sè desolante.
Videocracy sarà presenta alla mostra del cinema di Venezia a settembre e subito dopo uscirà nelle sale. Per sapere in quante e quali sale chiedere delucidazioni a Medusa Film (che naturalmente non lo distribuirà, ma farà il possibile per “sconsigliarne” la proiezione ai gestori di sala, come già successo in passato per altri film).